Panificazione…tra dono e creatività!

pane

Quella dell’autoproduzione del pane è una delle più contagiose buone pratiche del momento ed una delle più significative. A parte il simbolismo che ruota intorno al pane, va considerato che quasi sempre la sua produzione casalinga nasce da un dono. Il dono è quello del lievito madre.

Nel mio caso si tratta di una “creatura” di circa cento anni di età che abita la mia casa da circa un anno, donatami da un’amica amante del pane casalingo… La suddetta “creatura” altro non è che un impasto di lievito e farina (posto in una ciotola di vetro e coperta da un canovaccio)  in continua fermentazione grazie all’azione dei batteri. E’ un lievito naturale usato dai nostri nonni, prima dell’avvento del pratico quanto spoetizzante cubetto, e va periodicamente rinfrescato con l’aggiunta di acqua e farina per essere tenuto in vita.

I vantaggi nell’impiego del lievito madre sono molti: lievitazione lenta ed esponenziale, consistenza soffice, impasto leggero e altamente digeribile anche per i soggetti intolleranti ai lieviti.
Ma il vantaggio più grande del fare il pane in casa è la creatività: “comporre” un pane è come realizzare una piccola opera d’arte! A cominciare dalla farina, avremo infinite scelte: grano duro, tenero, integrale con o senza crusca, di farro, di segale e tante altre…

Grazie alla panificazione, a poco a poco, cominceremo a riscoprire grani tipici del nostro territorio e farine dalle straordinarie qualità in via di estinzione. E ancora potremo sbizzarrirci nella scelta degli ingredienti (semi, miele, frutta secca) e nel modellare le forme diverse. Se poi il rito dell’impasto e della lievitazione viene condotto con cura, il risultato di un fragrante e soffice pane caldo è assicurato!
Presto in questo spazio condivideremo ricette e qualche piccolo prezioso trucco!