Compostaggio casalingo

compost

Il compostaggio è un passo quasi obbligato per chi cura un orto, ma è diventato una diffusa, buona e semplice pratica per chiunque voglia ridurre i propri rifiuti e offrire un nutrimento naturale alle proprie piante sul balcone, ortive e ornamentali. Vediamo insieme come si fa!

Compostiera

Cominciamo dalla compostiera, ovvero il contenitore in cui avvieremo e seguiremo il nostro processo di compostaggio. In commercio sono disponibili diverse soluzioni pronte all’uso: compostiere concepite proprio per essere collocate sul balcone o addirittura in cucina, senza alcun rischio di cattivi odori o fermentazioni. Alcune sono rotanti, altre dotate di filtri al carbone attivo, qualcuna addirittura concepita per il “vermi-compsotaggio”. Solitamente la spesa per un composter da circa 200 litri si aggira intorno ai 150 Euro, variabili in base ai modelli.

Tuttavia esiste anche la possibilità di realizzare una compostiera altrettanto pratica ed efficiente con una spesa minima e un po’ di olio di gomito. Lunga vita alle autoproduzioni!
Ci sono un gran numero di tutorial disponibili sul web che potrei consigliarvi, alcuni dei quali davvero semplici da seguire: ma le indicazioni più interessanti, secondo me, vengono da Carmela Giambrone e da Marinella Correggia, pertanto vi riporto una sintesi dei procedimenti indicati nei loro blog e libri, a cui in ogni caso rimando per tutti gli approfondimenti.

La prima cosa da fare è procurarsi un grosso contenitore di plastica con coperchio: possiamo utilizzare cestelli per la biancheria sporca, bidoncini per la raccolta differenziata o quelli più grandi per conferire foglie e sfalci del giardino. Tutto il bidone (compreso il fondo e con la sola eccezione del coperchio) dovrà essere bucherellato uniformemente con l’aiuto del trapano, per garantire un buon passaggio dell’aria e una via d’uscita, sul fondo, per il percolato. A questo punto sarà utile foderare il contenitore e il suo fondo con del tessuto non tessuto, del tulle o ancora una rete a maglie fitte. Va poi preparato il fondo, in modo che l’acqua non ristagni: a questo scopo è utile collocare infondo al bidone uno spesso strato di rametti o canne tagliate su misura, oppure di argilla espansa.
Una volta coperta l’argilla con un disco di rete (o tessuto non tessuto o tulle), possiamo inserire un po’ di terriccio, prima di iniziare a conferire i rifiuti. In alternativa è possibile servirsi di striscioline di carta di giornale, rigorosamente in bianco e nero e inumidite; personalmente diffido da questo materiale, sebbene molti lo usino confidando nella natura innocua dell’inchiostro, che per legge (nel nostro paese) non contiene più piombo. Ad ogni modo alla alla carta di giornale preferisco il cartone in cui solitamente si confezionano le uova, sminuzzato e usato per arricchire il compost.

Un ultimo accorgimento è quello di posizionare la compostiera autoprodotta all’interno di un grosso sottovaso, possibilmente leggermente rialzata con l’aiuto di un paio di spessori. Questo consentirà al percolato di defluire meglio nel sottovaso, che di tanto in tanto andrà svuotato. Anche il percolato rappresenta una risorsa preziosa: è possibile diluirlo e utilizzarlo come fertilizzante per le nostre piante!

Come e cosa compostare, cosa evitare

Una volta approntata possiamo cominciare a riempire la nostra compostiera con i rifiuti adatti: rametti e foglie, gusci di uova, avanzi di frutta e verdura, bucce, fiori secchi, gusci di uova, carta non stampata (ad esempio tovaglioli bianchi o il solito cartone in cui si confezionano le uova), fondi di caffé e tè (possibilmente lasciati ad asciugare, prima di conferirli in compostiera).
Consiglio di limitare, perché rischierebbe di attirare troppe mosche e insetti, gli scarti di cibo cotto, soprattutto di origine animale.
Naturalmente va escluso dalla compostiera anche qualsiasi tipo di materiale plastico, tetrapak, vetro, alluminio, ceramica, tessuto, ossa e conchiglie (che si decompongono troppo lentamente).

Tutto ciò che viene inserito nella compostiera dovrebbe essere prima ridotto in pezzi piccoli, per accelerare il processo di degradazione.
Ad ogni modo ciò che davvero conta è mantenere nella compostiera sempre un buon equilibrio tra materiale secco, ricco di carbonio (rami, foglie secche, carta, terra, segatura, fondi di caffè e di tè) e umido, ricco di azoto (scarti e bucce di frutta e verdura, foglie e sfalci freschi). Quando il compost apparirà troppo bagnato, potremo aggiungere qualche altra strisciolina di carta o altro materiale secco, come fondi di caffè lasciati asciugare o più semplicemente un po’ terreno. Se viceversa il compost risulta troppo secco, dovremo aggiungere un po’ di scarti “freschi” o addirittura inumidirlo con poca acqua.

Alcuni consigli

Per un processo di compostaggio ottimale, potremo servirci del’aiuto dei lombrichi, straordinari alleati che aumentano la qualità del compost e la rapidità del processo di compostaggio. Questi si diffonderanno auspicabilmente nella compostiera per conto proprio, ma potremo recuperarne un po’, dopo un giorno di pioggia, rovistando sotto sassi e vasi. Per garantire loro la sopravvivenza dobbiamo fare ben attenzione all’equilibrio tra frazione secca e umida: il compost non deve risultare troppo “bagnato” e fermentare, perché questo ne farebbe aumentare troppo la temperatura a discapito dei poveri lombrichi. Per evitarlo gettiamo nella compostiera periodicamente le già citate confezioni di carta delle uova, dopo averle sminuzzate.

Infine ricordiamoci di areare bene la compostiera rimestandone di tanto in tanto il contenuto con l’aiuto di un manico di scopa o di una pala: in questo modo non avremo nessun odore sgradevole e, una volta riempita la compostiera, dopo qualche mese di riposo ci restituirà un compost che si presenterà come un terriccio scuro e soffice, con il caratteristico profumo di bosco… un piccolo miracolo!